Un dibattito piuttosto acceso che seguo da un po’ in rete e’ se l’IP sia o meno un dato personale.
L’Internet Protocol e’ un numero che rappresenta univocamente l’indirizzo dei computer presenti sulla rete. In altre parole e’ l’indirizzo di ogni nodo che, pero’, non rimane necessariamente uguale nel tempo.
Ricordate le connessioni 56k? Ad ogni connessione, ovvero ogni volta che si effettuava una chiamata al provider, ci veniva assegnato un IP differente (tant’e’ che il problema di allora erano i dialer) mentre oggi, con la diffusione dell’ADSL e della fibra ottica, gli indirizzi sono nella maggior parte dei casi statici.
Visitando il sito www.mostraip.it potrete scoprire un sacco di informazioni che riguardano la connessione, il computer e anche il browser che vi appartengono. Non male eh? Questo che vedete l’ho appena fatto:
Teniamo presente poi che queste sono le tracce piu’ elementari che lasciamo, semplici informazioni che hanno poca rilevanza. Non si discute che pero’ di informazioni si tratta. Nel mio caso: qualcuno/a che si connette dall’Italia, che ha acquistato un Mac e che preferisce Firefox ad Explorer.
La domanda se dunque l’IP sia da considerare come un dato personale e’ molto delicata. In ambito europeo e nazionale l’atteggiamento e’ in questa direzione, ma il trattamento e’ meno chiaro.
L’approfondimento devo pero’ rinviarlo, cosi’ come l’introduzione dell’IP spoofing.
Ma per finire inserisco un’immagine allegra, cosi’… dopotutto..che ci costa?
Roberto










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