Che tu sia maledetto…

22 02 2008

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Leggo questa interessante tesi sul blog “an amazing mind”: il successo dei sistemi operativi proprietari (Windows e MacOsX) sul libero Linux e’ da imputare alla gratuita’,
ovvero nell’atavico difetto umano di riporre maggiore fiducia nei prodotti che “costano” quale garanzia di maggiore qualita’.

A mio parere, pero’, il fatto che Windows sia pre-installato sul 99% delle macchine e che i Mac siano un unico pacchetto software e hardware, potrebbe servire da spunto per suscitare una sottile critica a detta tesi.

Resta il fatto che lo studente di psicologia Vlad Dolezal, autore del blog, e’ invece fermamente convinto nella “maledizione dell’essere gratis”. Non nego che, a mio modesto parere, questa tesi possa reggere sotto molti aspetti. Quando, ad esempio, racconta di come possano risultare differenti gli effetti della distribuzione promozionale di bottigliette di champagne se in un caso venissero regalate (evidentemente si tratterebbe di uno champagne che non e’ un granche’) e nell’altro vendute a 10$ invece che al loro “reale valore” equivalente al triplo.

Ma mi domando, questo esempio vale anche per Linux? Non credo proprio. Innanzitutto perche’ trovo difficile considerare un sistema operativo come un prodotto di lusso (qual è sicuramente lo champagne). Ma un dato senza dubbio più oggettivo lo ha riportato Dario D’Elia che nel dicembre 2007 ha pubblicato dal sito di Apogeo (casa editrice specializzata nell’informatica) i dati riguardanti la crescita di Linux in Cina.

Il nodo riguarda la necessita’ di ridurre il ricorso alla pirateria di privati e pubblica amministrazione attraverso la diffusione dell’open source. E il motivo e’, per rispondere a Dolezal, perche’ Linux e’ semplicemente piu’ economico dei sistemi operativi proprietari. Il successo di Linux si deve al Governo centrale, autore di piu’ di un quarto degli acquisti dei prodotti desktop.

Infine una nota tecnica: Zhen Zhongyuan, vice presidente di Red Flag Linux, riporta l’elevato “tasso di disinstallazione” quale prova della distanza che intercorre fra Windows e Os X e Linux. Questo tasso misura con quale frequenza gli utenti di Linux preferiscono ritornare al più tradizionale Windows.

Parrebbe dunque che la strada per la diffusione di Linux sia ancora lunga e piuttosto in salita, ma personalmente credo che la “maledizione di essere gratuiti” incida meno di quanto possa apparire.

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Comunque si vogliano considerare questi numeri il dato certo e’:
- La crescita nella diffusione di Linux e’ innegabile;
- Il suo utilizzo in ambiti aziendale, corporate e accademico sempre maggiore;
- La conoscenza delle sue potenzialita’ e’ sempre piu’ precisa e consapevole.

Roberto