Spesso utilizziamo in questo blog termini e diciture che non hanno bisogno di molte spiegazioni ma che, con i dovuti approfondimenti, possono rivelarsi diversi da come ce li aspettavamo. Pensiamo quindi sia una buona idea utilizzare qualche post per spiegare in maniera piu’ articolata i concetti base che utilizziamo e utilizzeremo nel nostro lavoro:
Web 2.0 e’ un punto di partenza per nuove metodologie e applicazioni software, all’insegna della condivisione e della collaborazione tra esseri umani. Il web 2.0 rappresenta infatti il filo conduttore di una nuova filosofia all’insegna della collaborazione tra gli utenti: “un’interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia”.
I servizi e gli strumenti del Web 2.0 trasformano ogni utente da consumatore a partecipante, da utilizzatore passivo ad autore attivo di contenuti, messi a disposizione di chiunque si affacci su Internet, indipendentemente dal dispositivo che utilizza.
Il web 2.0 e’ in continua espansione e non a caso il Time ha recentemente eletto personaggio dell’anno (con una singolare copertina raffigurante uno specchio e la scritta You) chiunque abbia creato, condiviso, diffuso ed usufruito di contenuti su internet, dimostrando in tal modo come il 2006 (ma il fenomeno cresce di giorno in giorno) sia stato l’anno della definitiva consacrazione del cosiddetto “Web 2.0″.
Alcuni esperti definisco il web 2.0 come lo “stato di evoluzione piu’ dinamico ed interattivo del world wide web” mentre altri come “tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce” (ad esempio il blog si potrebbe considerare come la versione Web 2.0 della vecchia homepage personale).
Jason Fried (creatore di 37signals, una “software house” fondata a Chicago nel 1999) nel libro “User Survey” fornisce una descrizione del web 2.0 in dieci punti:
1. La saggezza degli utenti: con questa definizione pensiamo direttamente al funzionamento di Digg.com, in cui il successo di un articolo e’ deciso dagli utenti che lo votano. La gente parla della forza dell’”Effetto della rete”. I risultati di Google funzionano in base a questa definizione. E’ il numero di link al sito che ne decide l’importanza.
2. Applicazioni web condivise: se applichiamo questa definizione, allora solo alcuni siti verrebbero classificati come Web 2.0: Basecamp, Writely e 30Boxes. Ma se pensiamo a Google e a Digg come applicazioni, allora molti altri siti rientrerebbero nella categoria.
3. Il web inteso come piattaforma: definizione abbastanza vaga. Avete ragione. Secondo Tim O’Really, che ha coniato questo concetto, significa mettere a disposizione un servizio che non potrebbe vivere senza il web. In quest’ottica, allora pensiamo a eBay, Craiglist, Wikipedia, del.icio.us, Skype e Dodgeball. Penso che ogni community possa rientrare in questa definizione.
4. Partecipazione degli utenti: Questo e’ il punto fondamentale che divide i vecchi siti dai nuovi servizi web come YouTube, Flickr e OhMyNews dove gli utenti sono anche gli autori. L’espressione “read/write web” illustra chiaramente l’idea che vogliamo trasmettere.
5. Pieno coinvolgimento dell’utente: I siti Web 2.0 usano CSS, AJAX, e altre tecnologie che aumentano l’usabilita’ e creano pagine dinamiche che sono i grado di mostrare piu’ informazioni nello stesso spazio.
6. Neologismo per Marketing: questo e’ almeno quello che gli scettici dicono. Cosi’ Google search, Amazon ed eBay, che fanno parte del Web 2.0 per una o piu’ delle loro caratteristiche, sono solo una sorta di moderna moda passeggera destinata a sparire. Questa definizione e’ parzialmente vera, anche se, secondo me, il Web 2.0 e’ molto di piu’.
7. L’importanza dei dati: La gestione dei dati e’ una competenza insita nelle aziende che trattano il Web 2.0. “L’SQL e’ il nuovo HTML”, e’ un’altra definizione che segue la stessa filosofia. Tutto il Web 2.0, dalle grandi aziende come Amazon e Google per arrivare alle piccole startup come 30boxes e Orchestrate, operano principalmente con database e praticamente non fanno altro che mostrare viste personalizzate.
8. Beta per sempre: Le applicazioni Web 2.0 sono continuamente rilasciate, riscritte e rivisitate su basi in continuo sviluppo. La maggior parte delle applicazioni di Google, per esempio, sono ancora in beta. Ancora, Flickr si rumoreggia sia modificato ogni 30 minuti. MySpace e altre reti sociali aggiungono nuove caratteristiche ogni quindici giorni. Questa e’ comunque diventata una caratteristica anche delle applicazioni standalone, basti pensare a Windows e MacOs che rilasciano fix e patch in continuazione.
9. Usare il web come e’ stato ideato: Paul Graham riferisce di un incremento nell’usabilita’ che e’ stata raggiunta attraverso un buon design, grazie a tecnologie come AJAX e anche perche’ e’ stato permesso agli utenti di organizzare le loro informazioni liberamente (si veda Flickr e del.icio.us).
10. Nulla: Molti asseriscono che il Web 2.0 non esiste. Personalmente trovo difficile condividere questa risposta. Semplicemente perche’ se da un lato e’ difficile trovare una definizione chiara, dall’altro e’ anche innegabile una lenta rivoluzione nei nuovi siti. E’ come voler descrivere il mondo con il solo bianco e nero. Esistono le gradazioni e le tonalita’ che dipingono meglio gli oggetti e la realta’. La stessa cosa credo si possa dire delle nuove applicazioni. Inoltre il Web 2.0 e’ ancora una espressione giovane. Ci rendiamo conto di cosa sia, ma non riusciamo ancora a definirne i contorni.
Ciro






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