L’ultima volta il tema è stato il profiling degli utenti. Come gia’ detto quest’attivita’ puo’ avvenire implicitamente, senza che l’utente abbia necessariamente un ruolo attivo.
I cookie (letteralmente “biscottini”) sono piccoli file di testo che i siti web utilizzano per immagazzinare alcune informazioni appartenenti al computer dell’utente (fonte: wikipedia.org). I cookie trasmettono inoltre informazioni riguardanti il sito visitato e fanno in modo che il browser dell’utente sia in grado di riconoscerlo nelle visite successive, nelle quali infatti queste vengono nuovamente spedite al sito.
Le possibili applicazioni dei “biscottini” sono molteplici e tra queste ricordiamo ad esempio: memorizzare il login (cosi’ da evitare noiosi e ripetitivi inserimenti di login e password), personalizzare la home page (iGoogle ad esempio) e, ovviamente, tracciare il percorso del visitatore.
Ora, volendo scartare il qualunquismo del “tanto si sa che ci controllano” o cose di questo genere, a parer mio potrebbe essere molto interessante approfondire questo argomento.
Ad esempio e’ curioso scoprire che la gestione dei cookie non e’ completamente nelle mani degli utenti (ovviamente non mi riferisco ai piu’ esperti – da cui io disto anni luce). I browser controllano infatti la gestione dei cookie in toto e, se programmi open-source come Mozilla Firefox offrono maggiori possibilita’ di intervento, che dire del diffusissimo Internet Explorer?
Cosa fa dei cookie? Nessuno sa quali comandi esegue quando e’ in funzione, voglio dire, nessuno ha letto il sorgente di explorer…a parte gli sviluppatori, beninteso. Ok, sono un po’ paranoico, pero’…resta il fatto che di certo non si sa e non si puo’ sapere nulla di preciso.
Lo stesso quesito me lo pongo pensando a Google, che e’ il motore di ricerca piu’ famoso del mondo, che personalmente utilizzo e che mi offre iGoogle come home page, Gmail, Gcalendar, YouTube (si’, e suo) e chissa’ quant’altro ancora. Limitandoci a quanto dice wikipedia Google “spedisce un cookie che immagazzina dati riguardanti le ricerche, le parole chiave delle ricerche e le abitudini dell’utente”.
Percio’ ecco due nuove idee per i prossimi post: vorrei approfondire un po’ di piu’ il presunto potere di Google, cercando di escludere quanto piu’ possibile derive e deliri ossessivi. Ma, come si suol dire, daro’ un colpo al cerchio e uno alla botte, presentandovi Tor.
Roberto






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